Edonista, fescionista e anche feticista: su richiesta di H&M, Anna Dello Russo stila un elenco di tutto ciò che è IN e OUT nella sua luccicante esistenza di glamour gura transcontinentale (ADR è direttore di Vogue Japan) con un attacco kamikaze al latex che, vi avvertiamo, al confronto la Cagnalis su Max è roba per palati esigenti.
Il Vipers, incredulo di fronte ad una tale spirale di follia, lancia un appello: ‘Sedate Anna Dello Russo!’. Come lo vedreste su una t-shirt H&M?

UHAUAHUAHAUAAHAUAHAAHAU
fèscion is olueis anconfortabol. ma chi gliel’ha mixata Fargetta?
E’ talmente fuori che mi piace
Adesso noto anche una certa somiglianza con Lana(l) Del Rey…
bella sta foto
Anal del Rey ha cambiato partner artistico? il minchiardo tatuato in naftalina?cazz era così rebel…ronf.
Nonviva: L’ammissione alle università in USA/UK è SEMPRE comunicata via email e/o cellulare. Non è una bufala!
Sbrigati ad accettare (ti hanno già contattata due volte!)
Se qualcuno può avvisare la nonviva ora, lo facesse! Ho perso il suo numero di telefono…
p.s. CONGRATULAZIONI!
Benedetta ragazza, perchè non scrivi sul Vipers appena ricevi notizie del genere?
Ah, se ti hanno contattato adesso, sei stata ammessa per la spring admission (niente borsa di studio)…se ti hanno contattato mesi fa…vengo a Bologna per prenderti a ceffoni!
Ehm, Ginger, capisco che sono stata proprio io a battezzarla così, ma perchè stai parlando con il fantasma di Nonviva?
Law fai la maglietta sedate ADR te la compro
anche io la trovo ipnotica tanto e’ trash
Ginger ma non è Princeton! Si chiama Drexel, sarebbe in centro a Philadelphia, parlano di prezzi agevolati (abbastanza in effetti) ma anche dando uno sguardo al sito non saprei cosa andarci a fare, gran medicina, infermieristica, veterinaria legge e robe simili… fosse stata Princeton ero già lì! Poi ormai mi ero abituata all’idea di avere il francese a comodi 400 km da casa mica posso saltare su così… non ho neanche idea di cosa valga un degree in un posto simile (probabilmente meno di zero) almeno una triennale italiana e francese è un pezzo di carta riconosciuto!
Ginger: hai posta sulla mail che usi sul vipers! Se passa qualche vipera che conosca un minimo le università americane si palesi che un’opinione fa sempre comodo! Buonanotte!
Nonvi, ci sono io! sono appena tornata da periodo a Brown e sono stata visiting a Yale.
Ora sono a Oxford, ma domani ritorno a casa e ricomincio a fare la stracciona.
mail a …
Ah, è vero che voi siete un’ora avanti, mannaggia. Qui sono le 0.26.
Cmq, la mail è quella. Buonanotte.
PS: qualcuno ha postato la foto delle chiappe flaccide della Cagna rette da un frustino? Pure a max la odiano.
becky: ho passato la tua mail alla Nonvi.
Che bel tour. Mannaggia, tornassi indietro sfrutterei le risorse di mio padre e me ne andrei all’Ucla direttamente
Altro che pianura padana (con che spirito andavo a lezione certe mattine con la nebbia e il porfido che ti costringeva solo in pratica a stivali rasoterra in inverno e ciabatte in estate…).
Per il post di Uoma Thurman mi sa che aspetterò le Vipere che tornano dalle ferie lunedì prossimo (PB addirittura martedì!), perchè voglio che ce la ridiamo tuuutte quante al completo (vi assicuro che la storia assolutamente vera e disgustosa del suo comunicato tarantolato vale l’attesa). E poi mi devono anche mandare tutto l’articolo di Max, sarà qualcosa da bruciarsi gli addominali!
BTW, Nonvi, siccome mi sa che domani non avrò accesso a Internet, essendo in viaggio per metà della giornata (il sistema ferroviario inglese è qualcosa di ridicolo e costoso), ti suggerisco questo forum
http://talk.collegeconfidential.com/
è molto usato negli USA, soprattutto per avere info sulle Università non Ivy League o di altissimo ranking, di cui si trovano info anche agli angoli delle strade.
In ogni modo, se vuoi iniziare ad avere un mio parere:
- NO NO NO undergrads in Università no Ivy League o nelle prime 25 del ranking.
- SI SI SI fare la triennale in Europa e poi spostarsi in una graduate school di alto rango, per MA e eventualmente PhD, oppure il percorso combinato. Non è impossibile entrare (anzi!), neppure nella triade capitolina Harvard/Yale/Princeton (o Columbia ecc) e, last but not least, avrai uno stipendio, invece di pagare quelle rette da sberloni. E cmq non è prematuro pensarci ora: se decidi di andare a fare la graduate school negli USA, devi iniziare a lavorarci su praticamente dal tuo primo giorno da matricola in Europa.
Also sprach Becky
Law: io avevo la fascinazione assoluta per le università USA.
Oh, magari ho visto troppe puntate de “una mamma per amica” e mi hanno deviata, vedi l’incanto della “busta grande” e tutti i riti. Ho rotto le scatole così tanto finché i miei supervisor mi hanno detto: VAI e guarda con i tuoi occhi e smettidiromperelebale.
Veni, Vidi. E capii.
In pratica, non dico che è tutta fuffa, ma quasi. è un business che rende fior fior di dollaroni.
Gran parte degli undergrads dell’Ivy League sono nient’altro che figli della middle/upper class americana, che hanno preso ottimi voti ad un liceo privato costoserrimo (la prep school), hanno mostrato di non essere dei fighetti viziati -cosa che in realtà sono- facendo di attività di volontariato appositamente allo scopo di riempire la casellina giusta dell’ammissione al college, fino a quando non hanno ricevuto la loro busta grande e tutti felici hanno versato 60 mila euro l’anno nella casse dell’università. Naturalmente spesso i genitori prima di loro hanno frequentato Yale, Princeton ecc. Essere figlio di alumni ti dà la precedenza, è proprio nello statuto.
Ci sono i casi di borse di studio, ma sono, naturalmente, la minoranza. La maggioranza, com’è logico che sia, paga. E non si contano i cinesi, eh, milioni.
Tutta questa bella gente un lunedì di settembre inizia l’università, vale a dire il corso di 4 anni.
In questi 4 anni studieranno assolutamente quel che gli pare e piace. Nei primi due è l’anarchia totale: hanno un mega librone paragonabile ad una delle nostre “guide”, che comprende tutti i corsi di tutte le facoltà. E loro fanno assolutamente ciò che vogliono, anzi, devono fare cose diverse, è d’obbligo.
Ok, ciascun corso ha i suoi prerequisiti, ci sono sbarramenti, ma nessuno ti impedisce (anzi tutti ti consigliano) di fare, in un semestre astronomia, storia del pensiero politico, biochimica, arabo, greco, macroeconomia. Ogni anno devi fare 12 corsi. Al 3 e 4 anno devono “affiliarsi” a un dipartimento o due e fare quelle che si chiamano “concentration” cioè un percorso di approfondimento. Le materie scelte non devono essere affini, anzi. è caldamente raccomandato il contrario, tipo una concentration in latino e una in fisica oppure economia e filosofia, storia e scienze, inglese e matematica… Naturalmente in questi corsi sono tenuti da un prof. con le maniche della camicia arrotolate, che ti invita a dire la tua su tutti gli argomenti del creato. Vogliamo parlare del pensiero sociale di Dante, anche se lo hai letto solo nella traduzione inglese di 3 canti e in parafrasi? Ma si, certo, dimmi pure cosa ne pensi, scrivi pure un saggio breve pieno di sproloqui e privo di bibliografia. Citiamo Wikipedia! è il prof che deve andare incontro all’allievo, che, by the way, è anche il suo datore di lavoro, proponendo corsi stimolanti, non noiosi, sempre incentrati sul “cosa ne pensi”. Ok, noi in europa siamo esagerati al contrario, PRIMA la bibliografia e POI, quando hai letto tutto, puoi avanzare un timido pensiero, ma loro sono davvero sbilanciati dall’altro lato.
Cmq, alla fine di questi 4 anni sono laureati (non scrivono una tesi) e fine della storia.
Per loro QUESTA è la laurea, non è n 3+2. Tu ti laurei in 4 anni e, a meno che tu non voglia fare nella vita il medico o l’avvocato, cosa per cui ti devi specializzare, per lo stato americano tu hai finito, ciao, a lavorare e tanti saluti a casa.
Le uniche eccezioni, come dicevo, sono le professioni per cui ci vuole un’abilitazione, cioè medicina e legge e così, chi vuole andare avanti in quel campo, deve ricominciare da zero la trafila delle ammissioni e cercare di entrare nelle grandi scuole di Medicina e Legge. L’ammissione non è affatto collegata a quanto hai studiato prima. é come ripartire da dopo la maturità.
Se però sei
a) un poveretto che viene dall’università del West mississippi e hai bisogno di rinforzare la tua laurea, che siccome è del Mississippi non vale un tubo;
b) uno che non sa ancora bene cosa fare nella vita e vuoi prendersi un po’ di tempo,
c) uno che non ha ancora voglia di lavorare,
d) un appassionato,
e) un mezzo sfigato
allora, dopo la laurea, puoi mandare la tua application ad una graduate school, che è paragonabile alla nostra scuola di dottorato. Infatti i numeri sono esigui. La grande differenza è che non paghi, ma ti pagano. Quindi per lo studente del Mississippi è l’unico modo per entrare a YaleHarvardPrinceton ecc. ANCHE SE la tua laurea, per lo stato e per i datori di lavoro, sarà sempre quella del solito, bistrattato, ateneo del mississippi.
All’interno di una graduate school puoi scegliere tra tre percorsi:
- master (quello che noi traduciamo malamente con la laurea specialistica) 2 anni oppure 1+1
- master E POI phd, cosa che ti conferisce 2 titoli accademici (master e phd, appunto -ma devi scrivere 2 tesi-)
- percorso completo di 5/6 anni che comprende master e phd tutto insieme. Non devi scrivere la tesi di master, lo svantaggio è che, se ti stufi dopo 4 anni, non hai niente in mano.
Tutti gli studenti di una graduate school sono PAGATI. Lo stato ti paga 5 anni e il 6′ viene coperto dall’Università. Diciamo che però queste GradSchool sono una scelta povera/di nicchia. Un laureato quadriennale di un’università ivy league non ha bisogno di farle, anzi, è una scelta al ribasso. Innanzitutto perchè possono immediatamente iniziare una carriera di prestigio in qualunque altro campo (a completo muzzo, come si suol dire) e non hanno alcuna necessità di passare ancora un numero di anni che va dai 2 ai 6 all’università, a meno che non siano particolarmente interessati alla carriera accademica (che qui vale moolto poco).
Questo è. Non mi piace molto, a dire il vero.
Ah, naturalmente i politecnici, gli Institute of Tecnology, funzionano in modo più europeo, ma di questo so poco.
ADR non è il direttore di Vogue Japan: è editor-at-large e consulente creativa.
buongiorno! non dimentichiamo che poi ci sono DUE livelli di master negli usa: c’è il MSc (of science) che è quello meno pretenzioso e il MA, ossia il master of arts. Ma perché in questo toefl sono così capra?
comunque a me fa schifo la dello russo e NON mi capacito di come possa stare ai vertici se non sa né le lingue straniere né quasi la sua stessa lingua madre. Poi ormai il “mondo della modah” è diventato un circo pieno di freaks (nel senso di fenomeni da baraccone d’inizio secolo). A me interessa solo il processo di creazione artistica, le varie VFNO, i vernissage e le altre cazzate secondo me si potrebbero anche sopprimere. E meno male che la crisi doveva essere una falce volta a tagliare le erbacce!
Non vi…non pensare al tuo futuro con il francese. Se vuoi andare negli states fallo. Lui ti aspetterà se è vero amore..
adr…beh lunga storia, eh…
Gli accessori fanno tanto roberto cavalli..e sono in giro da almeno 5anni (me lo ricordo perchè per la laurea 1 mia amica voleva il bracciale a serprente..brrr)..e poi, beh io ODIO iul color oro (i gioielli li porto in oro bianco)…
CMQ ADR a parte essere veramente magra e potersi mettere pure un sacco del pattume come abito non mi pare sta gran cosa. Dove sta la genialità? nel mettersi cappelli mostruosi che distolgono l’attenzione da abiti che costano come una micra?
http://www.youtube.com/watch?v=-QSB9nf15Xg
l’esordio di anna nel mondo dello spettacolo. vogliamo ricordarla così, ricottara
Buongiorno!
Squisi ma dove le trovi queste trash-perle?
O mamma..no…lo spot ricottaro no,..
sono nell’apposito spazio cerebrale detto “quello che avrei preferito non sapere”…
(detto anche come dimenticare informazioni importanti e ricordarsi di cose perfettamente inutili)
squisi anche questa è una dote
avere un data base di cazzate in testa è utilissimo
grazie Becky dopo questa tua descrizione mi sento un po’ meno capra visto che per me legge era solo Harvard ma non potendo spennare ulteriormente i miei mi sa che mi accontenterò di quello che c’è qua. Intanto ho fatto il test per avere la certificazione di lingue inglese, sono a livello CAE e penso che sia un buon presupposto se mai decidessi di tornare a studiare magari all’estero (qualche vipers con master o esperienze di vita giuridica in paesi anglosassoni)
su ADR: ma a me non sembra nemmeno lei nello spot, avranno usato le stesse luci sulla ferrari. E poi ci credo che l’ha disegnata lei questa collezione
Ciao a tutte, ma solo a me ricorda Mugatu?
vitto ahahahah ho visto zoolander per la prima volta questa estate!
ribadisco..è roba simil cavalli
giorno…della serie al peggio non c’è mai fine vero?
Ren come hai fatto ad aspettare tanto?
tutto questo trash mi mette di buonumore
Non vedo l’ora di vedere le fashion victims della mia città accapigliarsi per una tutina in latex e un ankle boot d’orato (cit.)
D’altronde se le 50 sfumature di m… vanno così alla grande ci sarà mercato anche per questa pacchianeria.
Io sono una capra in fatto di moda (mai messi i tacchi se non alla laurea. specialistica, eh!) e anche per venire in ufficio mi metto le all star, e d’estate solo birkenstock nel tempo libero. sono una discreta zingara, ma preferisco essere zingara rispetto a sti baracconi ambulanti. Ora, mi dispiace perchè è morta, ma quando lavoravo a milano ho visto anna piaggi, ora, obiettivamente, la moda almeno per me non è quello. quello era un’accozzaglia di forme, tessuti, colori ad cazzum che proprio mi fece pensare “il pagliaccio baraldi è messo meglio”.
chiedo venia agli amanti della piaggi.
squisi: idola!
charl non ne avevo capito il potenziale, mi sembrava la solita cagata ammmerigana
Argh! Questo video mi ha fatto venire un attacco epilettico! Ma poi non riesco a capire le regole quali sono, non so mi si chiudono automaticamente le orecchie quando parla.
Anch’io detesto il color oro, via sciò!
La differenza è che la Piaggi giocava con i colori e con la moda..ADR si crede figa…
massì la piaggi era ridicola. sarà stata una gran musa, una gran donna della moda, la moglie di un grande artista, a me sembrava solo come potrebbe essere mia mamma se un giorno la badante la lasciasse a rumigare nel suo armadio!
io le birkenstok non posso più portarle, mi peggiorano la tendinite al tendine d’achille.. devo comeprarmi una paio di ciabattine da nonna da portare in casa :nonnetto:
Char: non lo so, ho lavorato in ufficio stampa per un anno e tutte le volte ne parlavano come di una musa. non loso, ma a me quegli abiti, que trucco, quei capelli viola all’età che aveva mi parevano ridicoli. poi, boh, ripeto, io di moda non ne capisco nulla, ma i cappelli che portava la piaggi avevano la stessa finezza di quelli che porta le dello russo. Ripeto, probabilmente ignoranza mia, ma tra un mcqueen (quello dei tàski :roargh: ) e una piaggi scelgo mcqueen. che era comunque innovativo e stravagante (vedi le famose scarpe armadillo, importabili se non per quella demente della lady gaga)….
rimane il fatto che la dello russo mi fa ridere, e non in senso positivo, eh!
Ma Adr in quello spot caciottaro è doppiata….lei in realtà parla come Antonio Cassano!!!!!!!!!!
Ciao Vipere, scusate il ritardo!!
Aggiornateee!!
Che sciccheria il riferimento nel titolo del post alla canzone “Big in Japan”!

Mitica Law!
P.s.Però sono scioccata dalla vecia che si dimena come un pellicano ricoperto di petrolio!
Sulla vecchia ho poco da dire, a parte che la foto sembra lo studio di Non è la Rai imborghesito. Che truzzona semi-ripulita!
Visto che si parla di università, ho una domanda per chi si intende di traduzioni di titoli accademici: come posso indicare un master di II livello nel cv inglese? Ho cercato tantissimo su internet, ma ci sono solo indicazioni contrastanti
aiutatemi a fuggire, che sicuro il concorsone per insegnanti non lo passerò!
Appena ho visto quel video su Youtube, ho pensato “chissà se le Vipere si sono già espresse in merito”.
Arrivo qui e vedo che è stato già tutto predisposto. VI AMO!
Sto guardando ipnotizzato il video che hai liknato, non riesco a staccarmi…non ridevo cosi` dai tempi di Marini-Guzzanti e questo grazie al micidiale connubio di pelle, vogue e HM…chi l’avrebbe mai detto
La nonna di Barbie. Non so, mi dispiace un po’ che le signore di una certa età non riescano a fare pace con la propria nuova era, fatta di saggezza e storie di vita. Dovrebbe essere un traguardo da raggiungere con felicità e serenità, non da ridicolizzare con pagliacciate in latex simil bottana industriale. Poi ovviamente ognuno esorcizza il passare degli anni come può, ma se da h&m pensano che questa invasata possa rappresentare un’icona di stile, si son sbagliati.