Posts Tagged ‘gheddafi’
Yama(mai più)
Dopo l’annuncio in pompa magna (più magna) sul più grande blog di fashion blogger (cit.), la capostipite di buona parte del degrado economico italiano volge sugli aculei delle fake Louboutin di due numeri più larghe (quindi all’incirca un 49 e mezzo), che ad occhio usa anche per pettinarsi, per fomentare schiere di quattordicenni extracomunitarie disadattate e riempirsi le tasche nel modo più facile ed invidiabile possibile. Non è una novità che siamo il paese in cui potrebbero vendere tubetti di sterco di bue e spacciarlo tranquillamente per Nutella facendo passare i consumatori non molto convinti del sapore per emeriti pirla e ricadere la colpa sulle papille gustative difettose, ma qui siamo proprio di fronte ad un ufficio stampa che rema contro e probabilmente tenuto da una bambina di nove anni. Read the rest of this entry »
L’orsetto Knut è volato in cielo
Mi chiedo perché ci siano degli insensibili che ancora scassano i cosiddetti con la crisi nucleare ed i presidenti del consiglio voltagabbana quando c’è gente che soffre veramente. Dimenticate i Tornado su Tripoli (almeno per qualche riga) benedetti dal cardinal Bagnasco e la radioattività di Tokio, perchè la vera emergenza ce l’abbiamo in Europa, e qualsiasi tragedia possa sembrarvi di qualche interesse, dalla politica internazionale in su, questa è decisamente più importante. Se per caso in questo momento vi trovate al piano terra, evitate di salire le scale, perchè l’impulso di buttarvi di sotto sarebbe troppo forte dopo la notizia del trapasso (probabilmente dovuto a suicidio) del piccolo Knut, nel frattempo diventato l’orso polare delle Golia bianche, degna di un’edizione straordinaria di Studio Aperto*, con il giornalista di People ridotto alla canna del gas che commenta con un registro così serio, autorevole e compunto, manco stesse dando il bollettino dei feriti di una guerra civile (con l’immancabile ‘The city is in shock’. Vorrei farmici una maglietta: ‘The city is in shock’).
Addio, piccolo, grande riempitivo di servizi fotocopia. Il pensiero va alle migliaia di fan che in questi anni ti sono stati accanto ammazzandoti di flash, nonché la salsa più adatta ad accompagnarti appena uscirai dal forno.
Quanto alle bombe su Tripoli e la residenza-bunker di Gheddafi, visto il forte timore condiviso di un nuovo Iraq, speriamo che la comunità internazionale invii al più presto una portaerei ed il cardinal Bagnasco per sveltire le cose.
(*): ieri sera, in edizione ridotta ‘per dare spazio al MotoGp‘, sembrava quasi un tg.
Visto come lo abbiamo pompato bene?

Che si sente il colonnello Kurtz è solo merito nostro. In tutto questo, non può che nascere una sublime riflessione: Berlusconi come azzeratore dell’egemonia altrui. Una sfiga dilagante che non conosce confini. Scambia il palazzo presidenziale di Ben Ali per un villaggio vacanze e, dopo ventiquattro anni, il popolo si risveglia dal coma e l’amico di Afef è costretto a fuggire all’estero per evitare il linciaggio. Ci riprova con Mubarak e questo finisce sul lastrico in acque internazionali. Stringe patti economici e sociali con la Libia mettendo in mano a Gheddafi la più grande banca italiana, un assegno vitalizio da cinque miliardi di dollari per non mandarci più seicento gommoni carichi di disperati al mese ma solo cinquecentonovantanove, una dozzina di grandi appalti, la Juve e duecento vergini, e sei mesi più tardi gli si rivolta contro anche l’aviazione militare. Considerate se questo è un uomo: dopo un po’ fa sparire tutti i suoi amici dittatori. Mentre a Riad si stanno toccando forsennatamente gli zebedei, resta solo da capire come sparirà Berlusconi stesso: sfiduciato dai Maya? Auto-annullandosi come il televoto?
La mia banca è differente

E’ dell’altro ieri la notizia delle dimissioni del presidente Unicredit Alessandro Profumo, avvenute su richiesta del consiglio di amministrazione, e quella di Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior, indagato per riciclaggio. Non vorrei seminare il panico presso correntisti ed investitori ma l’ultima volta che è successo alla mia banca-microbo (BCC) è finita con una causa per appropriazione indebita nei confronti del direttore sfiduciato, tuttora latitante a Honolulu. Poi, che c’entra, benchè a ridosso dell’ultima visita di Gheddafi (azionista di maggioranza Unicredit), sono sicura che le dimissioni forzate di Profumo non abbiano nulla a che vedere con reati come truffa e corruzione, è sufficiente guardare l’alto profilo morale di quest’uomo, un cristiano modello che ha donato due milioni di euro della sua liquidazione in beneficenza a Don Colmegna. Un gesto talmente altruistico che adesso i più si chiedono, in tempi di crisi, come riuscirà l’ormai cinquantenne mago della finanza a sopravvivere senza uno straccio di nuovo impiego (un ministro dell’Economia già ce l’abbiamo), ma soprattutto a farsi bastare i restanti 38 milioni.
Diventa anche tu hostess per funerali

Per la rubrica ‘Ufficio collocamento Vipers‘, amica disoccupata, smetti di ciabattare per casa in accappatoio e preparati a sfoggiare il tuo little black dress delle grandi occasioni abbinato ad occhialone Gucci da vedova chic, perchè se ami il contatto con la gente (non necessariamente viva) ma non desideri trovarti nella spinosa situazione di convertirti all’Islam per fare bella figura davanti al tuo datore di lavoro, da oggi la tua vita potrebbe cambiare: non esitare a cogliere al volo l’affascinante opportunità di entrare nel mondo delle onoranze funebri e diventare hostess per cimiteri! Sarai stipendiata per accompagnare i parenti del caro estinto fino alla sepoltura e fornire loro supporto psicologico quanto basta, e tutto questo con un impiego part time e possibilità di usufruire di benefit quali carro da morto per i tuoi spostamenti. Cosa aspetti? Fai come Vronkie: ha imparato questo mestiere con facilità ed ora ha iniziato un’eccitante carriera nei luoghi di culto! Una professione da scoprire:

(Si ringrazia una persona a caso per la segnalazione)
La stampa iraniana: Carla Bruni è una prostituta

Prima il vergognoso silenzio della Carfagna sugli insulti all’onorabilità della Tulliani, poi quello della Santanchè wannabe regina d’intolleranza catodica nei salotti trash del pomeriggio Mediaset sulla conversione delle tre hostess italiane e cristiane di Gheddafi, contro le quali inspiegabilmente non s’è scagliata a strappare loro il velo come accaduto un anno fa.
Adesso nuove, gravi e soprattutto mendaci accuse nei confronti della premiere dame Carla Bruni, rea di aver difeso pubblicamente Sakineh Mohammadi Ashtiani, l’iraniana condannata alla lapidazione per adulterio, e conseguentemente descritta dal quotidiano ultraconservatore iraniano Kayhan, National Enquirer alla mano, una rovinafamiglie moralmente corrotta in grado di spendere tutte le proprie energie per rovinare il matrimonio del presidente di Francia pur di diventarne la consorte ed assurgere al potere, concludendo che non può che trattarsi di ‘una prostituta italiana che merita di morire’.
A parte che se proprio desiderano un’italiana virtuosa io mi rendo già disponibile ad imballare loro la Binetti, purtroppo per ‘sti sciagurati medievali ci vuole ben altro per scalfire l’autostima di Carlà (per esempio dandole della mummia imbalsamata, tanto per dirne una), sicchè la nostra ha risposto con la classe che la contraddistingue offrendo le spalle a cotanta bassezza e dimostrando di essere la donna con le palle che tutti abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare. Le sue e quelle di almeno una dozzina di uomini sposati.



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