Posts Tagged ‘Lady Gaga’
Lucianina Littizzetto ed altri video da diffondere
Sensualità a corte: stavolta sensuale per davvero! (Scusate se sono di poche parole ma ogni volta che vedo ‘sto uomo rischio di morire soffocata dall’autosalivazione)
Il Divino Otelma si reimpossessa dei suoi paramenti e prova a far apparire i biglietti per il concerto di Lady Gaga (se non funziona potete sempre chiedere a suo cugino, Cristiano Malgioglio).
Biasi Tàsi posseduta dal demonio
Grazie alla Faccia Avvilita stanotte non dormiremo. Mannaggia a Sant’Eustachio, questa foto ci terrorizza! Se da un lato ora sappiamo chi ci difenderà quando gli Snorky tenteranno di invadere la Terra, dall’altro c’è da augurarsi solo che la splendida fescion blogger dalla patata tatuata non prenda l’abitudine di chiamare a sé le forze del male, altrimenti in un battibaleno la Terra si riempirebbe di aspiranti concorrenti di Tamarreide in tenuta da aperitivo con un look che manco Jo Squillo a Tv Moda.
Lady Gaga gettata in un bidone dell’immondizia

Le pagine dell’ex prestigioso settimanale Vanity Fair (ok, sempre sedici spanne sopra A, ma qualcuno si premuri di informare Luca Dini che nella scala del prestigio, dopo la voce ‘doppia copertina a Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis ed una anche a Giorgia Palmas’ c’è ‘dormire su un cartone alla stazione dei treni’) ospitano un’esclusivissima intervista a cuore aperto a Lady Gaga in cui spiccano dichiarazioni come: ‘Le donne che vanno con i potenti? Fanno bene‘, o anche ‘ Ho sempre avuto la curiosità di sapere che cosa pensano, in quei momenti, le donne che vanno a letto con gli uomini potenti’. In realtà, visto che i miei blog americani di riferimento tacciono sull’argomento, penso semplicemente che Vanity Fair Italia abbia sbagliato a tradurre, quindi preferisco skippare alla parte in cui Gaga, al secolo Stefani Germanotta, racconta i suoi anni più dolci rovinati dal bullismo e di come in pratica sia diventata una svitata per non subire più la ricca e reiterata crudeltà dei compagni che non le perdonavano nulla, anche perché da adolescente era così:
‘Mi prendevano sempre in giro. Mi scrivevano parolacce e insulti sul mio armadietto mentre tutti gli altri erano puliti. Nei corridoi mi prendevano a pizzicotti e mi chiamavano sgualdrina. Diventare Lady Gaga è stata la mia salvezza. Così mi sono sbarazzata di tante paure, così mi sono lasciata alle spalle anni di rifiuti e negatività, troppi brutti ricordi di quando andavo a scuola’.
E, che avesse un futuro nel trash, era chiaro a tutti: ‘Sono stata gettata dentro un cassonetto della spazzatura da alcuni ragazzi che uscivano con le ragazze nella mia classe. Mi sono sentita inutile. Imbarazzata. Mortificata. Avevo 14 anni. Tre ragazzi mi hanno buttato dentro, mentre le ragazze ridevano. Le altre ragazze parlavano male di me. Dicevano che ero dentona, nasona. Ma a me il mio naso piace. E’ forte, è italiano’.
Beh, a dire il vero un intervento al naso sembra esserci stato, ma l’autovenerante Lady Gaga è riuscita a stupirci perfino qui, riuscendo a rifarselo peggio. Ad ogni modo, chi pensava che le canzoni della nuova regina del pop fossero destinate a diventare una hit solo nei juke-box delle bocciofile ha dovuto ricredersi e mangiare la polvere, dato che ad oggi Lady Gaga ha venduto millemiliardi di cd, è sulla copertina di un magazine diverso e supercool ogni settimana e, a dimostrazione che anche con un naso che lancia ultimatum alla forza di gravità diventare sex symbol si deve e si può, il karma l’ha generosamente ripagata donandole le grazie di Alexander Skarsgard.
Il messaggio è qualcosa a metà tra il vittimista ed il compiaciuto riassumibile nell’assioma ‘Se vuoi essere una popstar di successo, tieni a mente che i sacrifici fanno parte del cammino per diventare grandiosa, e poi vuoi mettere il gusto della rivalsa?’. Un triste pensiero per dire che, se non avrai mai Alexander Skarsgard, è solo perché non sei stata abbastanza odiata, e che il fatto di aver frequentato una scuola privata insieme alle sorelle Hilton, rende drammaticamente credibile.
Lady Gaga flop
Blasfemia per famiglie (mai una che se la prenda con Buddha o Allah), più performance art che idee ed ecco che Judas tradisce (anche) le aspettative di rilancio di ‘Born this way’ facendosi superare su Itunes dalla Lambada di J.Lo e le suonerie del solito campionatore del Greatest Hits di Elvis nella Billboard. Sarà che le sue recenti scelte in fatto di stile non convincono mica tanto. Solo a me il suo ultimo look ricorda un taccazzo della Ferragni?
Lady Gaga con cinque tette tra i macarons
Cioè, dopo il pirillo fuor di mutanda, adesso salta fuori che Lady Gaga c’ha pure cinque tette. A questi livelli di delirio non era mai arrivato neanche Paul Verhoeven (e sì che ci ha regalato Showgirls), tanto che uno comincia lecitamente a chiedersi se queste idee appartengano realmente alla nostra, oppure siano imposte dall’alto. Di certo gli stylist chiamati a darle una mano nell’opera di madonnizzazione non aiutano, visto che sull’ultimo numero di Harper’s Bazaar è conciata come vedete nelle immagini. Ok, al di là dell’opinione che queste figure fescion possano avere dell’universo femminile (evidentemente Lady Gaga non deve essere un gran bell’esempio), trovo il servizio fotograficamente affascinante, anche se l’overdose di Macarons ricorda pericolosamente un photoshoot della Ferragni (meno le tette, tutt’e cinque). E, a sentire lei, non c’è stato nemmeno bisogno di trucchi, per fare quegli zigomi al titanio, non essendo mai ricorsa alla chirurgia plastica in vita sua e nè avendo intenzione di farlo. Mi domando come possa pretendere di farsi chiamare la nuova Madzilla: col fischietto?
Rebecca Black (wtf) è la più cliccata di Youtube

Come si evince dal titolo del post, oggi mi trovate davvero di buonumore, e non solo perché è mercoledì 13 e Justin Bieber gettandosi dal palco del Forum di Assago non ha trovato il vuoto. La prima volta che mi è arrivata all’orecchio questa canzone immondamente brutta è stata su non so quale blog americano di gossip e, dopo un lungo istante in cui mi è mancata la salivazione, mi sono ripresa pensando: ‘Sarà il solito scherzo di quelli di Funny or Die’. Clicco la home page di Youtube e per sbaglio me la becco nuovamente. Poi su Radio Deejay, e poi pure su una radio locale, ed infine segnalata da Paola, la nostra corrispondente dagli USA.
Di Rebecca Black, tuttavia, non si sa molto, e questo perché, sospetto, nessuno riesca a trovare la forza di parlarne dopo che Friday ti s’è appiccicata addosso sotto forma di sudore (se volete farvi davvero del male, ecco a voi il video d’esordio della nuova teen star che ha preso in prestito gli abiti dismessi da Demi Lovato prima del rehab) inducendoti ad implorare il ritorno dei Westlife e la riesumazione degli O-Zone. Il fatto eclatante è che a tredici anni, nonostante neanche uno straccio di passaggio televisivo ed una voce gonfiata ad elio (nonché gli immancabili genitori scellerati disposti a tutto), il suo video d’esordio ha totalizzato 37.000 download su Itunes e più di 98.000.000 di contatti in pochi giorni su Youtube, un record a cui, per intenderci, non arrivano neanche Lady Gaga e Britney Spears messe assieme.
E.T, il nuovo video di Katy Perry

Inversione di tendenza per Katy Purratcha, che ha finalmente compreso cosa deve fare per sembrare meno sgradevole: smettere di cavalcare giraffe rosa nei night club e copiare in tutto e per tutto Lady Gaga (che a sua volta copia da Madonna, che copia da chiunque, è la catena alimentare del pop). Il nuovo video si chiama E.T e purtroppo non vede Katy allontanarsi nel cestino di una bicicletta volante che si staglia contro la luna ma, come Stefani Germanotta insegna, tramutarsi in una sensuale creatura ipnotica ed alieneggiante. Solo che Katy sembra uscita da Chiavatar e la canzone non c’entra una benemerita mazza. Però non è male, è comunque un prodotto orecchiabile di popdance elettronica (garantisce Kanye West, che dopo il featuring con i Daft Punk è diventato Giorgio Moroder), un onesto usa e getta come i fustoni del detersivo che compri solo perchè dentro ci trovi l’orologio o, come in questo caso, gli occhiali da sole di marca infima.



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