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Posts Tagged ‘oscar’

PostHeaderIcon Chi speciale Hollywood (quello in Corso Como)

Siccome un terzo Oscar non bastava a consacrare un’intera carriera, Meryl Streep ha pensato bene di farsi ritrarre in copertina sul settimanale più autorevole del pianeta. Stiamo parlando di Newsweek e del servizio comprato da Chi per dare un tono alla sfilata di poracci disgraziati, che con tutta probabilità pagano pure per apparirci ogni settimana. E’ saltato il dramma della Gregoraci (conto di trovarlo su Diva e Donna) ma per il resto ci sono tutti.

Giggi e le chicche di gossip. E cosa leggono i miei neuroni (atrofizzati), un’altra squinzia di Berlusconi pregna. Diciamolo fuori dai denti, quest’uomo avrà una montagna di difetti, ma gli va riconosciuta una mira infallibile.

Sezione gente d’un certo livello. Balotelli con la Ferrari nuova di zecca: evvai col turbo!

Col turbo nel senso che speriamo si strozzi in un turbinio di stuzzicadenti e conati.

Aspettando il reintegro (ma anche no), Minzolini, più Franco Trentalance del solito, si cimenta in un’interpretazione di gran lunga più convincente di quella del direttore di (tele)giornale: chi ha bisogno della carta igienica con un simile proctologo?

Shock! Lapo Elkann si spoglia a  meno 25 gradi. In pratica questo se si mette nudo a novanta dentro casa finisce al pronto soccorso a farsi fare il ricamo (grazie Nick!), con meno venticinque gradi è perfettamente in grado di resistere un quarto d’ora all’aria aperta.

Sponsor della settimana: ‘Via Condotti sweet size‘. Io non abito a Roma ma per quel che ricordo via Condotti era la via più chic ed esclusiva della capitale. Com’è che adesso vende moda che sembra una capsule collection dalla Ferragni ricavata dall’unione della linea mare Yamamay ed il cassetto della biancheria intima di Galeazzi?

Simona goes to Hollywood. Dato il vestiario, mi auguro di cuore che il servizio sia stato realizzato in un teatro di posa di Cinecittà.

Le pagelle dell’esperta di moda di Chi. Ovviamente la Stacy è bocciata su tutta la linea e le originalità si sprecano: sembra una caramella, è solo una bella statuina… Eccerto, come reggere il confronto con l’epitome dell’eleganza che l’ha preceduta, un connubio di raffinatezza ed eloquio da far invidia ai camionisti più blasonati.

La nuova vita di Michela Quattrociocche. Le storie di Moccia saranno anche piatte e monocorde, ma alle sue protagoniste nella vita vera, quanto a tedio, va anche peggio.

La schiera di casi umani da copertina non poteva che concludersi con un esibizionista professionista, Steve-O! Che lancia un appello accorato: ‘Non chiamatemi signor Canalis!’. A me ‘sto qui fa una tenerezza incredibile, per cui tendo a pensare che queste parole siano effettivamente uscite dalla sua bocca quant’è vero che Elisabrutta ha un imene, per cui non infieriamo inutilmente: non chiamiamolo signor Ca(g)nalis, chiamiamolo solo deficiente.




PostHeaderIcon Jean Dujardin: adieu, Oscar!

Non perdiamoci nella virulenta campagna anticassazionista che segue l’estensione delle misure cautelari alternative allo stupro di branco: per quella schifezza che è stata la norma voluta da Berlusconi nel 2009 (se eri un sospetto stupratore o ti mandavano in carcere in attesa di giudizio o te ne stavi fuori – indovinate quanti vedevano il sole a scacchi), forse per le vittime si aggiungerà qualche garanzia in più di non ritrovarsi i loro aguzzini sotto casa o peggio ancora irreperibili al momento della condanna. Sbaglia chi interpreta la sentenza della Cassazione alla stregua del Sei un maniaco sessuale? Ok, da oggi hai lo sconto comitiva, perchè aggira il problema con la necessità di trovare un capro espiatorio buono per i comizi della tv del pomeriggio (in questo caso: i giudici insensibili, poco avvezzi a percepire la potenza di un dramma condiviso come quello della violenza sulle donne) e trasformarlo pure in psicosi collettiva. La decisione della Corte semmai colma un vuoto stabilendo che tra il carcere e la libertà totale il giudice possa propendere per esempio per gli arresti domiciliari o l’affidamento presso una struttura. Ovvio che fino a quando non s’interverrà con una corposa legge che equipari un reato così orribile (considerato ‘contro la morale’ fino al 1996) all’omicidio o perlomeno alla rapina in banca (quindici anni di reclusione) ogni tipo di condanna inferiore alla castrazione per mano di un boia sembrerà cosa lieve, ma un’evoluzione giuridica in tal senso potrà mai avvenire per mano di governi che fanno dell’indulto un cavallo di battaglia elettorale? Un Paese illuminato.

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PostHeaderIcon Russell Crowe è leggermente ingrassato

In America me la criticano tutti perchè che ha l’agilità di un ippopotamo, il triplo mento e non fa più un film manco per sbaglio, ma Kirstie Alley è sempre avanti. Una che a sessant’anni arriva così, può fare ciò che vuole, per come la vedo io. Intanto di Russell Crowe non dice niente nessuno (a parte Mel che mi ha segnalato la notizia, o meglio, il telegramma a lutto apparso su una delle tante pagine di Yahoo). Nel 2000 Russell era l’attore più desiderato del pianeta e ci regalava momenti di pura estasi, che si trattasse di scatenare l’inferno nell’arena di Verona o risolvere complicate equazioni. Una volta conquistato tutto (Meg Ryan, Oscar, villazze!), Russell decise di tornarsene a vivere nella natìa Terra di mezzo, dove mise su famiglia con la fidanzatina del liceo, acquistò una fattoria e s’inquartò più delle sue mucche. Oggi Russell è gonfio come un otre, Sienna rifiuta di girare scene a cavallo con lui per non fare la fine di Christopher Reeve e se gli studios dovessero affidargli qualche ruolo d’azione, sarebbe quello di Peter Griffin. Un uomo, un’overdose di grassi saturi. (Per altre immagini, cliccare con prudenza qui)




PostHeaderIcon Al cinema con le Vipere

Le repliche del Dottor House saranno interessanti, ma visioni altrettanto avvincenti si stanno per palesare sui nostri grandi schermi. Il Vipers ne ha selezionate quattro che, c’è da scommettere, finiranno dritte dritte agli Academy Awards (a parte Saw VII, che approderà solo ai Razzie):

1) Inception. Quello che è già considerato il film dell’anno e che nessuno ha ancora trovato il coraggio di stroncare, è così bello che, alla stregua di ciò che accade per tutte le mega produzioni di successo, o delle quali non si capisce un accidenti, la gente corre a rivederlo più volte. Un film stilisticamente superlativo e con effetti speciali da ubriacatura visiva in cui si mescolano realtà e fantascienza, senza trascurare l’attenzione verso i personaggi, praticamente perfetto. Poi c’è il ladro di sogni Di Caprio, che non guasta mai (anche se Joseph Gordon-Levitt gli ruba parecchio la scena), già in odore di nomination agli Oscar, dove tornerà ad interpretare la parte che più gli si confà: reagire con compostezza all’annuncio della vittoria del candidato rivale.

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PostHeaderIcon Sandra Bullock tradita con una suicide girl

Non so cosa scrivere esattamente delle recenti corna di Sandra Bullock, ma vi dirò, tutta questa storia della maledizione degli Oscar femminili la trovo un po’ tirata. D’accordo che il matrimonio della Winslet, vincitrice nel 2009, è appena finito a causa dello stacanovismo dell’improvvisa voglia del marito regista Sam Mendes di schiantarsi le attrici più giovani, ma se parliamo di gente come Charlize Theron, Reese Witherspoon, Halle Berry e Gwyneth Paltrow mi sembra che a portare maggiormente sfiga siano molto più genericamente i premi immeritati.

Probabilmente lo stesso marito di Sandra Bullock deve aver pensato che quell’Oscar sarebbe dovuto andare ad arricchire la vetrina del salotto di Meryl Streep, perchè neanche il tempo di promuovere nel mondo The Blind Side, il film ad averle regalato la statuetta, siamo già alle valigie. Una modella di tattoo sta infatti ponendo fine al matrimonio tra Sandra e il fedifrago, Jesse James, spiattellando i dettagli più imbarazzanti della sua relazione extraconiugale alla stampa, il che, suppongo, sia ciò che accade a sposare un centauro ex camionista proprietario di un’officina ed ex marito di una pornostar.

Michelle Bombshell, questo il nome (sicuramente vero) dell’amante, ha rivelato di averci fatto sesso per undici mesi, mai usato precauzioni (ricordiamo che Pamela Anderson per un tatuaggio si porterà l’epatite C a vita) nè capito che fosse sposato (specie quando s’è presentato con Sandra ai SAG Awards e lei l’ha pubblicamente ringraziato dal palco dichiarando di desiderarlo ardentemente, immagino). Infine, ha rivelato ciò che, scuse o meno, temo segnerà a vita quest’uomo, il nomignolo con cui lo chiamava nell’intimità: Vanilla Gorilla!

Nelle immagini, potete ammirare alcuni scatti dell’ipertatuata e soprattutto le irresistibili curve ad aver fatto sbandare il motociclista. Qualcuno dovrebbe decisamente consigliarle di riempire quegli antiestetici cinque centimetri di spazio vuoto rimasto con un bel ‘poraccia‘ impresso a fuoco.

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